Senador Esteban Caselli - Sitio web Oficial Senatori Giordano e Caselli: ddl per la 'soppressione della tassa annuale sulle concessioni governative per il passaporto'

ROMA\ aise\ - Il 31 luglio scorso, insieme al disegno di legge per la "Istituzione delle denominazioni comunali di origine per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali" (vedi aise del 6 agosto 2008 h.18.40), il senatore Basilio Giordano, eletto in Nord e Centro America con il PdL, ha presentato insieme al collega eletto in Sud America Esteban Caselli un altro ddl, stavolta per la "Soppressione della tassa annuale sulle concessioni governative per il passaporto".

"Il succedersi di ripetuti interventi normativi in materia di imposta di bollo e di tasse sulle concessioni governative ha determinato, nel corso degli anni, una frammentazione del quadro normativo di riferimento del tutto in contrasto con le esigenze di flessibilità che invece dovrebbero pervadere il sistema tributario", ha spiegato Giordano presentando questo suo ulteriore atto parlamentare. "Anche se nel passato si è cercato di semplificare il quadro normativo", ha aggiunto, "è ora il caso di colmare una notevole dimenticanza in tema di tassa di concessione governativa per l'utilizzo del passaporto da parte dei cittadini italiani che risiedono all'estero".

"Il sistema attualmente in vigore dalla novella operata dall'articolo 55, comma 6 della L.21 novembre 2000, n.342", ha continuato, "prevede che "la tassa annuale sulle concessioni governative per il passaporto, di cui all'articolo 1 della tariffa delle tasse sulle concessioni governative introdotta con decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.303 del 30 dicembre 1995, deve intendersi dovuta esclusivamente per l'espatrio verso i Paesi diversi da quelli aderenti all'Unione europea". Pertanto la gran parte dei cittadini italiani residenti all'estero continuano a pagare la tassa annuale di € 40,29 ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.641, in caso di utilizzo del passaporto".

Basilio Giordano ha poi ricordato che "ai sensi del D.P.R. 18 aprile 1979, n.169, sono esclusi, per il pagamento annuale dei passaporti ordinari e collettivi in Italia o all'estero: 1) coloro che sono da considerare emigranti ai sensi delle norme sull'emigrazione; 2) gli italiani all'estero che fruiscono di rimpatrio consolare o rientrino per prestare servizio militare; 3) i ministri del culto e religiosi che siano missionari; 4) gli indigenti".

"Come detto", ha quindi proseguito, "il legislatore è già intervenuto parzialmente con l'articolo 55 della L. 342/2000 in quanto il pagamento della tassa annuale di concessione governativa non corrisponde ad una particolare attività dell'amministrazione". Ma ora "i cittadini italiani residenti all'estero, dopo avere ottenuto la piena dignità politica con il diritto di eleggere, nell'ambito della Circoscrizione Estero, sei senatori e dodici deputati, devono poter vedere riconosciuta anche la piena capacità di circolazione, liberi dal pagamento di una tassa annuale che non ha ragione d'essere, a cui non corrisponde una particolare attività dell'amministrazione e che, al contrario, appesantisce la macchina burocratica consolare".

Con il disegno di legge presentato insieme al senatore Caselli, Giordano ha dunque inteso "dare piena attuazione al diritto di libera circolazione di tutti i cittadini, anche se residenti all'estero". Per questo, ha concluso, il provvedimento "prevede all'articolo 1 la soppressione della tassa annuale sulle concessioni governative per il passaporto; all'articolo 2 la copertura finanziaria, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" del Ministero dell'Economia e delle Finanze". (aise)

"La nostra è una svolta epocale, quasi una rivoluzione...Vogliamo rovesciare quella che noi consideriamo la piramide del potere con al vertice i responsabili, i proprietari, i leader dei partiti. Abbiamo rovesciato questa piramide: al vertice ci sono i cittadini e c'è la gente, il popolo della libertà e dalle decisioni di questo popolo verranno fuori i rappresentanti, i leader di questa nuova iniziativa. Il 2 dicembre il popolo ha potuto scegliere il nome del partito, ora potrà scegliere i programmi per noi e per il nostro Paese, i rappresentanti del popolo e chi guiderà questo nuovo movimento politico". (Silvio Berlusconi)

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